Ad una settimana dal terremoto in Abruzzo, non si affievolisce la sensazione di tristezza e commozione che si avverte dalle parole e dagli sguardi delle persone che, se pur lontane fisicamente dai luoghi colpiti dal sisma, sono ad essi vicini con l’anima, con il cuore, con la mente. Si affronta l’argomento nella fattispecie, raccontando ciò che si è visto alla televisione, ciò che si è letto dai giornali, quali sono le speranze per le popolazioni abruzzesi, con uno straordinario, religioso rispetto. Per una volta, nemmeno i polemici più incalliti riescono a distogliere l’attenzione dalla gravità di una vicenda così drammatica. E questo fa onore al popolo italiano, il quale spesse volte viene deriso, viene stigmatizzato per la leggerezza con cui affronta la vita; ma in questo momento, forse il più angosciante che io ricordi, l’Italia intera si è stretta intorno ad una popolazione che nel suo dolore ha dato esempio di una forte tempra, una popolazione che in una tragedia così grave, ha avuto la forza di continuare, di non abbattersi, nonostante la crepa indelebile provocata dal terremoto nella propria anima. Emozionano le parole di un dirigente della squadra di rugby dell’Aquila, in un’intervista di ieri, il quale ha dichiarato che la loro squadra la prossima settimana non eluderà l’impegno del confronto con la prima in classifica, non per raggiungere il risultato agonistico, ma per essere come punto di riferimento per un nuovo inizio per tutte le popolazioni colpite dal dramma. Emoziona il pizzaiolo di Ortona che dal giorno dopo la scossa principale, sforna pizze gratis per tutti, alloggiando in una tenda tra le troupe televisive e una tendopoli dell’Aquila: “ per non dare fastidio, per non essere di troppo nella tendopoli, perché io a casa ho ancora tutto, loro non hanno più niente”.
Qualche chilometro di distanza non basta a tenere lontani i nostri sentimenti verso i fratelli abruzzesi.
lunedì 13 aprile 2009
Ricordi indelebili
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Fabio Gambacorta
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domenica 30 novembre 2008
Non perdere la speranza
La grande partecipazione dei cittadini alla petizione popolare, organizzata dal PDL arianese qualche settimana fa contro il grave problema sociale della soppressione dell’ASL AV1, è stata in parte premiata con l’incremento di dieci unità riguardo ai posti letto del nosocomio di Ariano Irpino. Pertanto l’operazione congiunta dei partiti politici facenti parte del Popolo della Libertà arianese e non, ha portato ad una grande vittoria politica, condotta egregiamente dai nostri rappresentanti al Consiglio Regionale della Campania.
Nonostante quindi la gravissima perdita della parte amministrativa dell’ASL, si è riusciti a salvare il salvabile, ottenendo un potenziamento di alcuni reparti fondamentali, come quello di “Chirurgia Generale”, e “Ostetricia e Ginecologia” .
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mercoledì 5 novembre 2008
Soppressioni sconsiderate
L’infelice decisione di indebolire ulteriormente la struttura ospedaliera di Ariano Irpino, spinge sull’orlo del baratro l’intero territorio circostante l’arianese. Pavento una progressiva rimozione dei servizi sanitari attualmente parti integranti dell’ASL AV1. Fa specie tuttavia, l’aberrante silenzio delle forze politiche del centro-sinistra arianese,le quali hanno supportato l’attuale Governo Regionale, reo della riforma sanitaria che ha colpito al cuore del nostro comprensorio.
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giovedì 23 ottobre 2008
Pensiero contorto
Rieccoci. Insieme al ritorno degli articoli, arriva una grafica tutta nuova per il blog ma, soprattutto, un titolo che la dice lunga. Ebbene, si cambia pelle, ma non si cambiano i contenuti, anche se nelle mie intenzioni vi è la volontà di arricchire le discussioni con un pizzico di sarcasmo in più, che non guasta mai.
Dicevamo che il titolo è tutto un programma: beh, cambiano i tempi e bisogna adeguarsi. Stiamo vivendo un ‘ epoca dove la parola libertà la fa da padrona all’interno del vocabolario. Vorrei raggiungere anche io la tanto declamata libertà, perché sinceramente non mi sento troppo libero in questo momento. Non mi sento libero quando mi viene imposto qualcosa, o quando non posso scegliere liberamente i componenti della squadra per la quale voglio tifare. Ma il primo passo verso la libertà è l’indipendenza.
Essere indipendenti dai dogmi che la società odierna ci impone, vuol dire essere liberamente convinti di una propria idea personale e, al tempo stesso, liberi di esprimere un proprio giudizio -senza rimetterci nulla- su chi secondo noi assume comportamenti non proprio ortodossi all’interno della società che ci circonda.
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lunedì 19 maggio 2008
Bassolino fallisce ma non vuol mollare.
Il tempo dei furbacchioni non finisce mai. Bassolino pur di non abbandonare la poltrona da Presidente della regione Campania, sta tentando di tendere la mano al nuovo Governo Berlusconi. Ha espressamente dichiarato di voler far nascere un partito trasversale: “il partito del sì”, così da lui coniato, teso ad arginare la catastrofe rifiuti.
Le soluzioni proposte dal succitato Governatore campano, guarda caso, sono: l’apertura temporanea delle discariche(sottolineando che non sta a lui decidere quali, comportamento questo, di “Ponzio Pilatiana memoria”), il completamento dei termovalorizzatori , e il tanto atteso miglioramento della differenziata.
Ora mi sorge un dubbio: per caso Bassolino pensa che noi cittadini, prima di uscire di casa, indossiamo il tanto famigerato cappello conico con annesse due grandi e belle orecchie d’asino?
Il Governatore della Campania, a rigor di logica, avrebbe dovuto semplicemente attuare in precedenza i suddetti provvedimenti, tanto per tenere fede al proprio ruolo. Normale amministrazione. Dopo aver sperperato soldi a destra e a manca per otto anni di gestione regionale, tenta sfacciatamente di farsi risolvere i problemi dal centrodestra, e magari in futuro prendersi anche i meriti dell’impresa. Credo ormai sia tardi per una collaborazione. Otto anni erano sufficienti per fronteggiare e uscire vittoriosi dai problemi partenopei. Il centrosinistra ha avuto la sua occasione ma ha fallito; Berlusconi, soprattutto in Campania, ha ricevuto il pieno consenso degli elettori. Ormai il dado è tratto: Bassolino deve abbandonare il campo. E’ questa l’unica soluzione logica ed efficace.
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Fabio Gambacorta
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